Cop21: Patrick H. Daly (Comece), l’accordo di Parigi è “un grande passo per l’umanità”

“Un grande passo per l’umanità”. Così padre Patrick H. Daly, segretario generale della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità Europea) definisce, in una nota diffusa oggi, l’Accordo di Parigi siglato da 195 capi di Stato e di governo al termine della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. “La Comece – scrive padre Daly – saluta il lavoro impressionante dei negoziatori e si rallegra che i 10 punti che avevano sollevato i cardinali, i patriarchi e i vescovi di tutto il mondo  nell’appello ai negoziatori della Cop21, siano stati trattati nell’accordo di Parigi”. “L’obiettivo dell’accordo – prosegue il segretario generale della Comece – è chiaro e ambizioso: 195 paesi si impegnano a contenere l’aumento della temperatura media del pianeta ben al di sotto dei 2 ° C, e menziona l’obiettivo più ambizioso di limitare innalzamento della temperatura di 1,5 ° C. Per molti uomini e donne di tutto il mondo, la minaccia del cambiamento climatico si è già chiaramente trasformata in una questione di sopravvivenza, e tutti i popoli del mondo hanno ormai preso coscienza di questa minaccia. Era dunque  fondamentale per tutta l’umanità che un accordo si sia trovato a Parigi”.

L’accordo di Parigi è dunque “una buona notizia per l’umanità” e la Comece auspica una sua rapida ratifica. La Chiesa e i cristiani devono ora “vigilare sull’attuazione degli impegni assunti dai singoli Stati”. Ma come ha detto il Papa nella sua enciclica  Laudato si’, inizia ora la messa in opera di una “conversione ecologica” che chiama in causa tutti. “A partire da oggi – scrive padre Daly -, i cristiani nelle loro famiglie, nei loro quartieri, nelle loro parrocchie di tutta Europa sono chiamati a impegnarsi” perché lottare contro il riscaldamento globale significa mettere in atto “una nuova arte di vivere, più ricco di senso e di gioia”. Nel suo Rapporto pubblicato in novembre, la Comece ha lanciato percorsi, consigli ed esempi pratici ed invita la Conferenze episcopali in Europa e le diocesi ad utilizzare questo rapporto come strumento di lavoro anche con politici o rappresentanti della società civile.

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