Cardinale Scola: Anno Santo dono per la “società plurale”

Oltre 5mila fedeli in cattedrale e altri 2mila in piazza Duomo. Sono i “numeri” dell’apertura della Porta Santa a Milano, durante la celebrazione presieduta ieri dall’arcivescovo, il cardinale Angelo Scola, insieme all’arcivescovo emerito, il cardinale Dionigi Tettamanzi e ad altri sei vescovi. “Aprite le porte della giustizia, entreremo a rendere grazie al Signore”, le parole di Scola quando i portoni si sono spalancati e l’arcivescovo è passato per primo per la Porta santa, con in mano il libro dei Vangeli, seguito dalla processione composta da una rappresentanza dei fedeli delle sette zone pastorali, una suora, una consacrata e un consacrato, famiglie, ospiti di case di accoglienza per disabili, alcuni detenuti e dei migranti. Col Giubileo, ha detto il cardinale nell’omelia, “il Signore vuol rendere feconda la terra della nostra esistenza, vuole che il nostro convivere nella società plurale diventi occasione di bene per ciascuno dei membri della nostra comunità, vuole che la logica dell’esclusione e dello scarto lascino lo spazio alla logica del dono e alla cultura dell’incontro. Dentro la società plurale, l’amicizia civica, rispettosa di ogni fede, che non teme il confronto, porta al bene comune”. Il cardinale Scola ha poi mostrato il senso della pratica giubilare dell’indulgenza: “Si tratta di una prassi cristiana – ha ricordato – che nasce dalla consapevolezza della Chiesa di dover sostenere tutti i suoi figli nel cammino di conversione”. Per tutto l’anno giubilare la Porta santa resterà aperta ogni giorno dalle 7 alle 19.

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