Cardinale Montenegro: “conoscere le miserie del nostro tempo”

“Sarebbe grazia a buon mercato pensare la misericordia come una sanatoria che mette i conti a pari con Dio per poi ricominciare da capo”. Lo ha detto il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, aprendo ieri la Porta santa della concattedrale. “È vero che la misericordia di Dio va oltre i nostri peccati ma è anche vero che essa richiede una conversione sincera e una vita cristiana che ci faccia essere misericordiosi”, ha proseguito: “Questo significa che il Giubileo è insieme tempo di contemplazione della misericordia divina e tempo di azione misericordiosa per noi cristiani”. “Se non vogliamo essere albero che non da’ frutto, o ridurre l’Anno santo solo a un insieme di celebrazioni o di pellegrinaggi”, ha detto il cardinale, dobbiamo tener presente che “la misericordia consiste nell’aprire il cuore quando ci si accorge delle miserie altrui”. “Non possiamo invocare il perdono di Dio e poi ritornare a quell’ozio spirituale che diventa indifferenza e ci rende dei manichini liturgici”, ha ammonito: “Dobbiamo conoscere le miserie del nostro tempo; aprire cioè gli occhi su ciò che accade nel nostro territorio e intervenire con l’amore che abbiamo ricevuto da Dio”. “C’è troppa povertà in questo nostro territorio!”, la denuncia del porporato: “Saremo giudicati sull’amore concreto e sulla misericordia, non su quello cantato o recitato. Convinciamoci che non possiamo dividere le tre mense che fanno la nostra identità cristiana: la mensa della Parola, quella dell’Eucarestia e quella dei poveri. Se ne manca una le altre due sono falsate e non c’è comunità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy