Cardinale Braz de Aviz: sui religiosi fratelli, “una fraternità in perfetta sintonia con una Chiesa in esodo”

“La vocazione del cristiano è la sequela di Cristo. Però la persona di Cristo è talmente ricca che ogni cristiano vive questa vocazione sottolineandone alcuni tratti specifici: alcuni si identificano con Cristo dedicandosi al lavoro materiale per costruire un mondo più abitabile dove la gente possa vivere in condizioni dignitose; altri, annunciando la buona notizia; altri, esercitando il ministero sacerdotale; altri, nell’insegnamento; altri, dedicandosi alla cura dei malati; altri ancora, identificandosi specialmente con Cristo povero, casto e obbediente”. Così il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica (Civcsva), ha presentato questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede il documento “Identità e missione del fratello religioso nella Chiesa”. “Il religioso fratello – ha concluso – vive con i suoi fratelli di comunità aperto alle necessità della Chiesa e del mondo. La sua missione è in definitiva quella di costruire una fraternità universale fondata sui valori del Vangelo. La fraternità dei religiosi fratelli non è auto-referenziale o rinchiusa in se stessa; è una fraternità per la missione; una fraternità in perfetta sintonia, come dice Papa Francesco, con una Chiesa in esodo, in uscita verso le periferie di questo mondo; con una Chiesa chiamata a lanciare ponti, aperta agli uomini contemporanei di ogni razza, cultura e credo”.

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