Cardinale Braz de Aviz: sui religiosi fratelli, “grande ricchezza e attualità della vocazione”

“Il documento ‘Identità e missione del religioso fratello nella Chiesa’ mette in rilievo la grande ricchezza e l’attualità della vocazione dei fratelli. Il suo contenuto ci sembra molto valido e innovativo alla luce del Concilio Vaticano II. Ora posso solo accennare ad alcuni dei suoi pregevoli contributi, per risvegliare nei destinatari – fratelli, religiose, laici e laiche, religiosi sacerdoti, l’intera Chiesa – il gusto di leggerlo, di conoscere meglio questa vocazione, di valorizzarla di più e affinché ognuno viva con più fedeltà la sua specifica vocazione per aprirsi all’incontro con Cristo e seguirlo ogni giorno”. Lo ha detto questa mattina il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica (Civcsva), presentando nella Sala Stampa della Santa Sede il documento “Identità e missione del fratello religioso nella Chiesa”. La vocazione del religioso fratello, ha precisato, “è, in primo luogo, la vocazione cristiana”: “È la chiamata dello Spirito ad assomigliare a Cristo per la gloria del Padre e per contribuire alla edificazione del Regno. Questo contributo si attua mediante l’esercizio nella Chiesa di un servizio o ministero secondo il Vangelo, che contribuisce alla salute spirituale della gente e al suo maggior benessere materiale”.

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