Vita consacrata: Usg, le conclusioni dell’Assemblea. Essere una “voce pubblica”

Gli incontri dell’Unione superiori generali (Usg) sono un tempo ecclesiale di fraternità e corresponsabilità, fondati su un incontro che favorisce il sostegno reciproco. C’è la possibilità di scambi interpersonali tra superiori e la possibilità di incontrare persone che hanno gli stessi problemi con cui confrontarsi incoraggia nel proprio servizio di autorità. Sono alcuni dei punti emersi dalle conclusioni della 86ª Assemblea semestrale dell’Usg che si è tenuta a Roma dal 25 al 27 novembre. È apprezzato lo sforzo della Usg di camminare con la Chiesa, favorito dallo stile di Papa Francesco, mentre si evidenzia che la vita consacrata nel suo insieme è troppo discreta, ripiegata su se stessa, timida nel prendere il suo posto nella Chiesa. In tal senso, dovrebbe prendere più iniziativa e promuovere una informazione esterna perché manca come voce pubblica. L’Assemblea, auspicano i superiori generali, dovrebbe inoltre affrontare temi come la gestione economica degli Istituti, gli abusi finanziari e la trasparenza,  gli abusi sessuali, l’invecchiamento degli Istituti e l’andamento demografico Nord-Sud, la disparità tra “grandi” e “piccole” Congregazioni a livello di forze dei religiosi, le Congregazioni non clericali e il loro posto nella vita della Chiesa. Infine, occorre studiare la possibilità che i religiosi fratelli diventino superiori negli istituti misti e permettere che i drammi attuali entrino maggiormente nelle Assemblee, generando gesti di solidarietà concreta.

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