Papa in Uganda: ai giovani, “non siamo orfani”, preghiamo “nostra madre Maria”

“Tutti noi apparteniamo alla Chiesa, è giusto? La Chiesa ha una madre, come si chiama? Pregate la madre, quando un bambino cade, si fa male e si mette a piangere va a cercare la mamma”. Così il Papa ai giovani, questo pomeriggio, nell’ex aeroporto di Kololo (Uganda). “Quando abbiamo un problema la cosa migliore da fare è andare da nostra madre e pregare Maria, madre nostra. Siete d’accordo? Voi pregate la Vergine? Pregate Gesù e la Vergine madre nostra?”. Queste le “tre cose” sintetizzate da Francesco ai giovani: “Superare le difficoltà, trasformare il negativo in positivo, e la preghiera a Gesù che può tutto, che entri nel nostro cuore e ci cambi la vita, Gesù che è venuto per salvarmi e dare la sua vita per me” ed “è l’unico Signore”. Siccome nella Chiesa “non siamo orfani e abbiamo una madre”, occorre “pregare nostra madre, come si chiama?”, ha chiesto invitando i ragazzi a rispondere “più forte”. “Vi ringrazio molto – ha quindi affermato Francesco – per avermi ascoltato, perché volete trasformare il negativo in positivo, perché volete lottare con Gesù al vostro fianco e soprattutto ci ringrazio perché avere voglia di non smettere mai di pregare”. A conclusione dell’incontro la recita, tutti insieme, abbandonando lo spagnolo e passando all’inglese, dell’Ave Maria, la benedizione del Papa e la sua consueta richiesta: “Please, pray for me, I need it, don’t forget it”.

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