Papa in Uganda: ai giovani, “con l’aiuto di Gesù trasformare il negativo in positivo”

Nel suo incontro con i giovani dell’Uganda, questo pomeriggio nell’ex aeroporto di Kololo a Kampala, Francesco ha ripreso la testimonianza di Emmanuel e ha invitato a immaginare la sua sofferenza quando vedeva i suoi compagni torturati e assassinati. “Emmanuel è stato coraggioso – ha osservato -, ha corso il rischio, ha avuto fiducia in Gesù ed è fuggito ed oggi lo abbiamo qui dopo 14 anni, diplomato in scienze amministrative”. “La nostra vita è come un seme, per vivere occorre morire, qualche volta fisicamente come sono morti i compagni di Emmanuel e i martiri dell’Uganda. Attraverso questa morte c’è una vita, una vita per tutti”, ha assicurato. “Se io trasformo il negativo in positivo sono un trionfatore – ha detto ancora il Papa – ma questo si può fare solo con la grazia di Gesù”. Di qui una raffica di domande: “Siete sicuri di questo? Siete disposti a trasformare le cose negative in positive? A trasformate l’odio in amore, la guerra in pace?” A rispondere è un triplice boato di sì. “Siate consapevoli – ha esortato Francesco – che siete un popolo di martiri, nelle vostre vene scorre sangue di martiri e per questi avete la fede e la vita”. “Questa fede e questa vita che avete adesso – ha aggiunto sorridendo – è così bella che si chiama la perla dell’Africa”. “Sembra che il microfono non funzionasse bene – ha osservato -, qualche volta anche noi non funzioniamo bene, e quando non funzioniamo bene da chi dobbiamo andare a chiedere aiuto?”. “Non vi sento – ha detto galvanizzando i giovani -. Dobbiamo andare da Gesù, Gesù può cambiarti la vita, può abbattere tutti i muri che hai davanti”.

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