Papa in Uganda: ad autorità e diplomatici, “i martiri sono autentici eroi nazionali”

“I martiri, sia cattolici che anglicani, sono autentici eroi nazionali”. Ne è convinto il Papa, che nel pomeriggio di oggi, terza giornata del suo viaggio in Africa, è arrivato in Uganda. “La mia visita al vostro Paese – ha spiegato incontrando le Autorità e il Corpo diplomatico nella State House di Entebbe – si prefigge innanzitutto di commemorare il cinquantesimo anniversario della canonizzazione dei martiri ugandesi, avvenuta ad opera del mio predecessore, il Papa Paolo VI”, ma è anche “un segno di amicizia, di stima e di incoraggiamento per tutti gli abitanti di questa grande nazione”. “I martiri, sia cattolici che anglicani, sono autentici eroi nazionali”, e ci ricordano “nonostante le nostre diverse credenze religiose e convinzioni, che tutti siamo chiamati a cercare la verità, a lavorare per la giustizia e la riconciliazione, e a rispettarci, proteggerci e aiutarci reciprocamente come membri dell’unica famiglia umana”. Ideali “particolarmente richiesti” a chi ha “il compito di assicurare con criteri di trasparenza il buon governo, uno sviluppo umano integrale, un’ampia partecipazione alla vita pubblica della Nazione, così come una saggia ed equa distribuzione delle risorse, che il Creatore ha elargito in modo così ricco a queste terre”. Il mondo, ha proseguito il Papa, guarda all’Africa come al continente della speranza” e l’Uganda è stata “benedetta da Dio con abbondanti risorse naturali, che siete chiamati ad amministrare come custodi responsabili”, ma soprattutto “attraverso il suo popolo: le sue solide famiglie, i suoi giovani e i suoi anziani”.

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