Papa in Kenya: ai giovani, “quando il mondo vi cade addosso guardate la croce”

“Come possiamo vedere la mano di Dio nelle tragedie della vita?”. Questa domanda di uno dei due giovani allo stadio Kasarani di Nairobi, Manuel, definito scherzosamente “teologo” dal Papa, “se la pongono gli uomini e le donne di tutto il mondo”, ha fatto notare Francesco. Tuttavia “ci sono domande, alle quali, per quanto ci si sforzi di rispondere, non si riesce a trovare una risposta”. C’è “una sola risposta… no, non è risposta: c’è una sola strada, guardare al Figlio di Dio. Dio lo ha consegnato per salvare tutti noi. Dio stesso si è fatto tragedia. Dio stesso si è lasciato distruggere sulla Croce. E quando è il momento in cui non capite, quando siete disperati e quando il mondo vi cade addosso – l’esortazione di Francesco -, guardate la Croce! Lì c’è il fallimento di Dio; lì c’è la distruzione di Dio. Ma lì c’è anche sfida alla nostra fede: la speranza. Perché la storia non è finita in quel fallimento: c’è stata la Resurrezione che ha rinnovato tutti”. Il Papa ha quindi fatto una confidenza: “In tasca porto sempre due cose: un rosario, un rosario per pregare”, ha detto mostrandolo, e poi “una cosa che sembra strana… Che cos’è questo? – ha chiesto estraendo un piccolo libriccino marrone -. Questa è la storia del fallimento di Dio, è una Via Crucis, una piccola Via Crucis. E così come Gesù ha sofferto da quando è stato condannato a morte, fino a quando è stato sepolto, con queste due cose mi arrangio come posso… (faccio del mio meglio)”. “Ma – ha concluso – grazie a queste due cose non perdo la speranza”.

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