Dottrina sociale Chiesa: Viganò (Univ. Bolzano), “fare welfare porta benessere”

Dallo studio sul welfare aziendale presentato oggi al Festival della Dottrina sociale della Chiesa emerge una grande conoscenza dei servizi di welfare (84%, di cui 61% sono effettivamente offerti e di questo 61% il 51% è utilizzato); il 58,1% preferisce il welfare piuttosto che un contributo in busta paga. Ha spiegato Federica Viganò, ricercatrice all’Università di Bolzano e responsabile del progetto di ricerca: “Fare welfare porta benessere”. Quale il ruolo del sindacato? Per evitare che diventi solo consultivo è necessario favorire l’inclusione dei target più deboli (meno scolarizzati e precari), coinvolgere i giovani e favorire lo sviluppo del welfare connesso alla realtà territoriale. Luca Pesenti dell’Università Cattolica ha affermato che, alla luce della ricerca, per il sindacato si pongono della questioni importanti: “I sindacati si devono interfacciate con i competitor privati, che vanno a vendere pacchetti alle aziende. Il modello dei provider è fortemente individualizzante e rischia di lasciare da solo l’individuo; tutte le ricerche segnalano che il welfare aziendale ha attivato la disuguaglianza per esempio tra Nord e Sud Italia, tra lavoratori di grandi e piccole imprese e allarga lo iato tra differenti gruppi all’interno aziende”.

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