Cop21: documento Comece, mutare sistemi produttivi, stili di vita diversi. Il ruolo dei cristiani

(Bruxelles) “È responsabilità dei Paesi industrializzati e dei Paesi emergenti ripianare il debito ecologico”, con un maggiore impegno per la riduzione di emissioni, compensando i costi generati dai cambiamenti climatici e sostenendo in maniera significativa il passaggio tecnologico a un’economia a ridotte emissioni. Questo, scrive alla vigilia della Cop21 un gruppo di esperti della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), il presupposto per il cambiamento indispensabile per arginare i mutamenti climatici. La Cop21 sarà un successo se riuscirà a definire misure concrete nel quadro di una “governance mondiale” basata sul consenso a livello mondiale nel lungo periodo. Passi indispensabili sono “la decarbonizzazione, la dematerializzazione e la rinaturalizzazione”, propone e spiega il documento Comece. Imperativo è “liberarsi dall’ossessione per i beni di consumo”, “disfandosi di un’economia di mercato centrata esclusivamente sul profitto, in favore di un’economica sociale ed ecologica orientata al benessere e alla prosperità della persona”. Per raggiungere ciò è necessario un nuovo “rapporto con il tempo” e un “processo di apprendimento non formale” che porti a uno stile di vita diverso. Per i cristiani vi è in ciò una specifica dimensione spirituale di conversione. Questa sarà la strada per “la pace anziché la guerra, la condivisione dei beni, anziché lo sfruttamento per il profitto, l’attenzione adeguata alla terra, in cui coabitiamo tutti”.

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