Premio Ratzinger 2015: mons. Scotti, mondo arabo “è capace di ragionare e dialogare con altre fedi”

Sul significato e sulla “attualità” di assegnare un premio non solo “ad un latinoamericano, ma anche “ad un gande ed importante esponente del modo arabo in questo momento” si è soffermato monsignor Giuseppe Scotti, presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, presentando oggi in sala stampa i due vincitori dell’edizione 2015 dell’omonimo premio. Si tratta del teologo brasiliano Mario de França Miranda, già esperto nelle Assemblee di Santo Domingo e di Aparecida e già membro per due quinquenni della Commissione teologica internazionale, nel periodo di presidenza dell’allora cardinale Ratzinger, e del teologo libanese Nabil el-Khoury, tra le cui pubblicazioni hanno un posto di rilievo le traduzioni in arabo delle opere di Joseph Ratzinger. “Questo vuol dire – ha spiegato Scotti – che il mondo arabo è un mondo che è capace di dialogo, di unire, ha delle università dove si può studiare, discutere, ragionare, approfondire non solo la fede ma entrare in dialogo con altre fedi”. Il presidente della Fondazione ha quindi espresso un sentito ringraziamento al cardinale Camillo Ruini che ne ha guidato in questi anni il Comitato scientifico, ha ricordato l’attività di collaborazione della stessa con oltre 500 università di tutto il mondo, coinvolgendo più di 10 mila tra docenti e studenti, e ha rammentato che a guidare oggi il Comitato è il cardinale Angelo Amato.

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