Firenze 2015: Tomassone (pastora valdese), uniti nell’ascolto di Cristo e del mondo

(dall’inviata Sir a Firenze) – “Paolo rivolge il suo inno cristologico in una Chiesa in conflitto. Forse siamo ancora animosi gli uni verso gli altri, veniamo da una storia di lotte fratricide, conflitti dottrinari, battaglie per il potere. Il primo punto è lasciarsi interpellare dai nostri conflitti”. Lo ha detto questa mattina a Firenze Letizia Tomassone, pastora della Chiesa valdese fiorentina, nella riflessione spirituale della preghiera ecumenica che ha aperto la quarta giornata del Convegno ecclesiale. La lettera ai Filippesi appena letta, ha osservato, “mette al centro Gesù Cristo e al tempo stesso ci mette di fronte al nostro limite, là dove siamo”, e Paolo “non allontana, non giudica, non colpevolizza”; piuttosto valorizza “la fede profonda e indica una dimensione alta di pensiero” mettendo in luce i doni della comunità, “la capacità di ascolto e riconciliazione”. “Il farsi povero, lo svuotarsi per la divinità di Cristo è un’immagine di Dio che viene completamente stravolta”. Per la pastora, la Parola di Dio “ci sfida a mettere al centro non un Dio padrone”, ma “un Dio che ci parla attraverso la voce del mondo” in “un movimento inatteso”, e ci sfida a vivere un cammino di riconciliazione e svuotamento dei nostri poteri, uniti nell’ascolto del mondo, della parola, di Cristo, che è sempre la stessa voce che ci raggiunge”.

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