Firenze 2015: Elzir (imam), insieme contro fondamentalismo “costruendo ponti e non muri”

(dall’inviata Sir a Firenze) – “Possiamo superare quanto c’è di oscuro” nelle religioni, in particolare il fondamentalismo che porta al terrorismo, “solo lavorando insieme, costruendo ponti e non muri. È un cammino lungo e faticoso, ma è l’unica strada che abbiamo davanti a noi”. Ne è convinto Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente dell’Unione comunità islamiche d’Italia (Ucoii), che questa mattina ha portato il saluto della sua comunità al convegno ecclesiale di Firenze, dopo la preghiera ecumenica presieduta dal segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino. “Uniamo le nostre intenzioni, le nostre attese, le nostre speranze nella preghiera”, ha detto Galantino introducendo il canto del “Padre nostro” che ha concluso la preghiera. “Accogliamo questo dialogo che avete scelto – ha proseguito l’imam – e cerchiamo di andare avanti insieme verso un nuovo umanesimo perché non si può andare avanti da soli”. Un dialogo che deve partire dal basso e dalle nostre realtà, ha detto richiamando gli incontri ai quali viene invitato nelle parrocchie fiorentine, perché solo questo “può creare una nuova cultura dove la diversità dell’altro può essere risorsa e ricchezza”. “Ci sono tante paure, a volte anche giuste – ha riconosciuto Elzir -, ma con coraggio e responsabilità dobbiamo superarle insieme. Noi possiamo essere un ponte nella comunità italiana”. Il dialogo, ha concluso, va costruito nell’umiltà, senza “pretendere che gli altri diventino noi, aiutandoli a essere quello che sono”.

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