Firenze 2015: Cividalli (Com. ebraica), “il card. Dalla Costa considerava tutti fratelli”

“Oggi siamo una comunità viva, vitale, ma allora, il 6 novembre di 72 anni fa fu violato il nostro tempio e iniziarono le razzie degli ebrei in questa città”. A parlare è stata oggi pomeriggio Sara Cividalli, presidente della comunità ebraica di Firenze. “In quegli anni, il cardinale Dalla Costa era un uomo eccezionale, tanto che aveva chiesto alle chiese di non aprire le porte a Hitler”, ha affermato Cividalli, che ha testimoniato come il cardinale Dalla Costa “fosse un uomo che in quel momento storico considerava l’altro, tutti gli altri, come fratelli. Considerava ebrei come fratelle e sorelle, considerava chi aveva di fronte una persona uguale a lui”. La relatrice ha poi raccontato come “i profughi che arrivavano a Firenze nel ’43 dal nord Italia trovarono un comitato ebraico-cristiano pronto ad accoglierli, che agiva nella clandestinità. È allora che iniziò il rapporto tra la curia di Firenze e la comunità ebraica”.

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