Siria: p. Bouzouzi (Atene), "ci manca tutto". La gente scappa "per sopravvivere" (2)

Con la guerra, aggiunge padre Bouzouzi, "la gente ha perso il lavoro, hanno utilizzato i risparmi e si sono impoveriti. E la vita è diventata sempre più cara, se calcoliamo che un litro di benzina costava intorno a 25 lire siriane e oggi ne costa 150". La gente, allo stremo, ha cominciato a scappare in massa. "Un siriano – sottolinea – è un profugo come tutti i profughi, ma sta scappando non per migliorare la sua vita, cercare occasioni di lavoro, ma per sopravvivere". Si scappa dalla morte, "non semplicemente dalla guerra". L’unica via per poter respirare, ribadisce padre Bouzouzi, è quella di uscire. "Scappando, i profughi sanno bene cosa li aspetta, ma nonostante tutti questi morti in mare, la gente continua a scappare". Il 60% della popolazione siriana oggi è sfollata. "Alcuni sono ancora in Siria, in altre città, gli altri, nei paesi limitrofi, riescono a vivere solo grazie agli aiuti – conclude il vescovo -. Il ruolo della Chiesa è stato quello, soprattutto, di incoraggiare la gente ad avere speranza".

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