Salute: Pordenone, dibattito su “Sanità pubblica e privata nel rispetto della persona”

È necessario “un salto di qualità verso una sanità con una visione più solidale”: frà Mario Bonora, presidente dell’Associazione delle strutture sanitarie religiose (Aris), è intervenuto ieri sera a Pordenone all’incontro “Una Sanità solidale: la sanità pubblica e privata nel rispetto della persona”, organizzato nell’ambito della rassegna editoriale “La Libreria Editrice Vaticana a Pordenone. Ascoltare, leggere, crescere”. Durante la serata è stato rilevato che sono in aumento in Italia i cittadini che hanno difficoltà di accedere alle cure sanitarie. “Soprattutto oggi – ha dichiarato mons. Jean-Marie Mupendawatu, segretario del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, in un messaggio inviato per l’incontro – c’è bisogno di riscoprire quanto sia salutare anche per l’economia e per i modelli sociali e sanitari ispirarsi alla solidarietà insegnataci da Gesù nella parabola del Buon Samaritano”. Il moderatore del dibattito, don Bruno Cescon, direttore del settimanale diocesano di Pordenone “Il Popolo” dal canto suo ha affermato: “Oggi ci sono tante persone che non hanno più i mezzi per curarsi”. Motivo principale dell’aumento di questa povertà sanitaria, come ha rilevato Nicolo Bedin, amministratore delegato del Gruppo ospedaliero San Donato di Milano, “è l’acuirsi delle disparità causate dalla spending review e dalle manovre finanziarie successive”.
Di fronte a queste criticità, ha sostenuto Lionello D’Agostini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, “da soli non possiamo affrontare un problema così complesso. È necessaria una rete che coinvolga tanti attori, a iniziare dal volontariato”. “Con il volontariato – ha dichiarato Paolo Bordon, direttore generale dell’Azienda per l’assistenza sanitaria n.5 Friuli Occidentale, abbiamo sviluppato un’integrazione molto importante con i nostri servizi assistenziali. A Pordenone operano ben 70 associazioni di volontariato che quotidianamente svolgono un ruolo di grande ausilio”. L’incontro è stato anche l’occasione per uno scambio di idee a livello internazionale. Per questo era stato invitato Juan Ortega, direttore della clinica Bofili di Barcellona (Spagna), che ha illustrato il modello organizzativo della sanità catalana. Altra esperienza è stata descritta dallo psichiatra boliviano Daniel A. Gomez, che lavora presso l’Ospedale “Fatebenefratelli” – isola Tiberina di Roma, che ha spiegato come l’ordine Fatebenefratelli nelle strutture sparse in tutto il mondo affronta la povertà e i disagi mettendo la persona al centro del iter assistenziale.

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