Fondazione Ratzinger: don Kucinski, nella Rete “non c’è solo rumore”

(dall’iniziata Sir a Madrid) – “Oggi si fa troppa attenzione a chi parla e si dimentica che la comunicazione vera è fatta di ascolto, di dialogo, è ritmata da parola e silenzio”. Lo ha ricordato don Mariusz Kucinski, direttore del Centro studi Joseph Ratzinger di Bydgoszcz, in Polonia, intervenendo alla seconda giornata del Convegno organizzato dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger a Madrid. Per Joseph Ratzinger, ha spiegato il relatore, il silenzio è ordinato e orientato alla comunicazione: “Senza il silenzio la nostra espressività rischia di essere superficiale, inintelligibile, confusa, impropria”, e la comunicazione è “un ecosistema” in cui l’uomo “esprime anche dentro la Rete il suo bisogno di silenzio e di preghiera”. Nella rete, insomma, non c’è solo “rumore”, e l’uomo che vive nell’ambiente digitale “non muta nella sua umanità: resta sempre se stesso con le sue tensioni fondamentali”. In particolare, Benedetto XVI afferma che “nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi”. Di qui la necessità, per i cristiani, al tempo di Twitter e dei social network, di prendere coscienza del fatto che “la domanda religiosa si sta trasformando in un confronto tra risposte plausibili e soggettivamente significative”. Il problema, oggi, per Kucinski “non è reperire il messaggio di senso, ma essere pronti a riconoscerlo. La grande parola da riscoprire, allora, è una vecchia conoscenza del vocabolario cristiano: il discernimento”.

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