Cina: P.Cervellera (Asia News), “costretti dall’economia” ad abolire politica figlio unico

“È chiaro che la principale motivazione è di tipo economico, più che di diritto delle persone a scegliere quanti figli avere”: così commenta al Sir padre Bernando Cervellera, direttore di Asianews, la decisione del Partito comunista cinese di abolire la politica del figlio unico: “Sono semplicemente costretti dall’economia. È comunque un bene, almeno la gente potrà decidere”. “Entro il 2025 – osserva – ci saranno tantissimi anziani e poche persone che lavorano, questo porterà squilibri economici. Poi c’è la mancanza di manodopera. Tantissime ditte a Canton e Shangai non hanno più possibilità di avere nuovi operai”. Sicuramente la nuova politica “sarà accolta con favore dai cattolici cinesi, che spesso hanno dovuto pagare multe per i figli in più o subìto torture”. Secondo padre Cervellera la vera domanda è: “Ma quanti cinesi si potranno permettere di avere più figli? Perché tanti vivono nelle città e lavorano tutto il giorno, non hanno tempo né soldi per educare i figli”. A suo parere, se si vorrà aumentare la popolazione “bisognerà rieducare la popolazione all’amore verso i figli”. Anche padre Giancarlo Politi, missionario a Hong Kong per 23 anni, teme che “non si arrivi a niente” perché “la gente è oramai preparata a gestire un solo figlio” e bisognerà vedere “come si comporterà l’Agenzia per il figlio l’unico, che dovrebbe far rispettare la legge”.

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