BADANTI E COLF: MAIONI E DUMITRACHE, IN AUMENTO LA "SINDROME ITALIA"

Quello delle badanti può essere un lavoro logorante e vissuto in solitudine. "La depressione di cui soffrono le badanti è simile alla sindrome del burn-out di chi opera nei servizi sociali, soprattutto quando la cura viene delegata a loro al 100%", spiega al Sir (clicca qui) Raffaella Maioni, responsabile di Acli Colf. A questo si aggiunge la lontananza della famiglia. "Quando tornano a casa – precisa – queste lavoratrici fanno fatica a reinserirsi". Ed è proprio, allora, che si manifesta quella che è stata ribattezzata come "sindrome Italia o della badante", come ci racconta Silvia Dumitrache, presidente dell’Adri (Associazione donne romene in Italia): "È una forma di depressione molto profonda e rischiosa che può portare anche al suicidio: colpisce solitamente le donne al ritorno nel loro Paese, quando non ritrovano più il loro posto in famiglia". Tante volte arriva la separazione: "Il paradosso – sottolinea Dumitrache – è che queste donne si sono sacrificate per sostenere la famiglia e dare un futuro migliore ai figli e, alla fine, invece, si distrugge proprio la famiglia". Dumitrache ha lanciato un progetto per coltivare i contatti, via internet, tra queste donne e i figli lontani, "La mamma ti vuole bene". Una ricerca dell’Unicef parla di almeno 350mila bambini in Romania con un genitore all’estero per lavoro, "orfani bianchi o left behind".

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