INDUSTRIA DEL CINEMA: DATI IN CHIAROSCURO, BENE LA FICTION ITALIANA

Durante la presentazione del rapporto 2013 sul cinema italiano, presso il consiglio nazionale del ministero dei beni culturali, sono stati forniti i dati sulla distribuzione di pellicole, che lo scorso anno sono state 979. I debutti di nuovi film sono stati 453, rispetto ai 364 di un anno prima. Rispetto a questi riscontri positivi, si è registrato un aumento delle difficoltà per le "monosale", cioè i cinema più tradizionali, rispetto ai multisala. Dal 2006 al 2013 il loro numero è sceso a 530 da 713 che erano con calo degli incassi del 39,4%. Anche gli investimenti nel settore sono diminuiti: rispetto al 2012 si è passati da 493,1 a 357,6 milioni di euro. Il costo medio di un film realizzato in Italia è risultato di 2,1 milioni di euro, in parte sostenuto coi soldi pubblici previsti dal Fus (Fondo unico dello spettacolo) il cui ammontare era di 137,7 milioni nel 2007, sceso a 99,7 nel 2012 e a 91 milioni nel 2013. Redento Mori, curatore del rapporto, ha sottolineato che "mentre l’opera lirica, la musica e il teatro sono in calo di presenze e incassi, e soltanto i concerti si salvano, il cinema comunque nel complesso ha retto". Gli italiani vanno complessivamente poco al cinema: i biglietti venduti in un anno sono sotto i 100 milioni e mediamente un italiano vede 1 o 2 film l’anno. Tiene la "fiction" italiana ("Gomorra", "Montalbano", "Don Matteo").

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