CONSUMI FAMIGLIE: ISTAT, MINORE SPESA QUANDO A CAPO È UNA DONNA

La spesa mensile scende quando le famiglie hanno una donna come persona di riferimento (2.027 euro contro 2.522 euro delle famiglie con a capo un uomo). Lo segnala l’Istat nella statistica sui Consumi delle famiglie nel 2013, rilevando tuttavia che si tratta, di solito, di famiglie meno ampie e, in prevalenza, composte da anziane e madri sole. Gli anziani soli, infatti, hanno livelli di spesa decisamente più bassi e spendono, mediamente, il 20% in meno dei single giovani/adulti. Le famiglie monogenitoriali, invece, hanno livelli di spesa più simili a quelli delle coppie senza figli. Nelle coppie con figli "la spesa media mensile più elevata – osserva l’Istat – si osserva quando i figli sono due (è pari a 2.891 euro, circa 25 euro in più rispetto a quella delle coppie con tre o più figli), nonostante la consistente diminuzione avvenuta tra il 2012 e il 2013 (-4,4%), per la riduzione di spese per l’abbigliamento, le manutenzioni ordinarie dell’abitazione, i medicinali e le visite mediche (compreso il dentista), le comunicazioni, il tempo libero e la ristorazione". Nelle famiglie di anziani o con a capo una persona esclusa dal mercato del lavoro, quindi con maggiori vincoli di bilancio e stili di vita più morigerati, "quote più elevate della spesa totale vengono destinate a beni di prima necessità".” “

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