VIOLENZA CONTRO LE DONNE: MICUCCI (AGE), "NON C’È GIUSTIFICAZIONE CULTURALE"

Alla vigilia dell’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul (1° agosto) per la difesa e valorizzazione della figura femminile, il Copercom pubblica oggi una riflessione di Emanuela Micucci, addetta stampa Age (Associazione italiana genitori), sul "Ruolo dei media nella tutela delle donne" (clicca qui). "Di fronte a qualsiasi forma di violenza fisica e sessuale contro le donne non c’è giustificazione culturale, religiosa, tradizioni, ‘onore’, usi o costumi che tengano. Sono tutte violazioni dei diritti umani e forme di discriminazioni contro le donne. Anche se commesse nelle mura domestiche. E i mezzi di comunicazione con i loro diversi linguaggi hanno un ruolo di primo piano nella prevenzione della violenza contro le donne. È quanto stabilisce la Convenzione di Istanbul". Micucci ricorda che, "fatto dal Consiglio d’Europa l’11 maggio 2011, è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante e con vocazione universalistica perché aperto alla firma sia degli Stati membri dell’Unione europea sia degli Stati non membri che, come Santa Sede, Canada, Giappone, Stati Uniti e Messico, hanno partecipato alla sua elaborazione". La Convenzione, all’art. 17, si sofferma sul ruolo dei mass media, del settore privato, di quello delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione affinché partecipino "alla definizione di linee guida e di norme di autoregolamentazione per prevenire la violenza contro le donne e rafforzare il rispetto della loro dignità".

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