ECUMENISMO: CONVEGNO SAE, LA COMPASSIONE CI ACCOMUNA TUTTI

Dedicata ai lavori di gruppo, la terza giornata della 51ª sessione formativa del Sae, in corso a Paderno del Grappa, si è aperta con la preghiera e la riflessione biblica, a cura di Piero Stefani (Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano), sul versetto biblico "…Come se stessi" (Lv 19,18). "Come se stessi cosa significa? Vuol dire – ha spiegato Stefani – che bisogna amare gli altri con la stessa quantità di amore che ognuno di noi riserva a se stesso?". In realtà, ha osservato, "non è così: il suo significato più profondo è che l’altro diviene prossimo quando ci accorgiamo che è come noi stessi. L’altro resta tale eppure nello stesso tempo si opera in virtù di qualcosa che ci accomuna". E, allora, che cos’è? "La parabola del ‘buon Samaritano’ – ha evidenziato Stefani – è spesso giustamente intesa come un’indicazione dell’universalità di chi ci è prossimo o meglio di chi può diventare nostro prossimo. Tutti possono esserlo. Tuttavia, in essa vi è anche un altro aspetto: anche la motivazione che spinge ad agire è universale. La parabola, che mira a spiegare il significato del precetto del Levitico che comanda di amare il prossimo in quanto è come noi stessi, termina indicando una motivazione dell’agire, la compassione, che è potenzialmente comune a tutti, si conosca o meno la parola biblica".” “” ” ” “

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