NORVEGIA: GOLDING (CARITAS), "INCONTRARE" GLI IMMIGRATI. IMPEGNO DELLE CHIESE” ” ” “

"L’immigrazione della manodopera è essenziale e vitale per la Norvegia. La maggior parte dei lavoratori migranti lavora e contribuisce alla società norvegese su un piano di parità con i cittadini norvegesi". Con queste parole il responsabile di Caritas Norvegia, Alexander Golding, commenta oggi i risultati pubblicati il 26 giugno dall’ufficio nazionale di statistica, secondo cui nel 2013 l’84% dei nuovi posti di lavoro che il mercato ha creato sono stati occupati da lavoratori stranieri, Ue e non. La Norvegia, su una popolazione di 5 milioni di abitanti, ha 2,5 milioni di lavoratori  di cui il 13% di stranieri. Golding esprime però una preoccupazione: "Molti lavoratori migranti sono nel fiore degli anni, sono giovani. Se non riusciamo a prenderci cura di loro e integrarli nella società, dopo alcuni anni possono nascere situazioni difficili". I rischi maggiori per Golding sono sfruttamento, precarietà delle condizioni abitative, rischio di disturbi fisici e mentali. Gli antidoti: avere "padronanza del norvegese, conoscere i propri diritti e doveri, essere inseriti in una rete sociale". In questa direzione si muovono i centri Caritas a Bergen e Oslo (7mila consulenze nel 2013) come le "comunità multiculturali cattoliche": secondo il presidente Caritas, "le chiese possono essere importanti luoghi d’incontro". 

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