IL PAPA A CASERTA: MONS. D’ALISE (VESCOVO), "QUESTA TERRA NON È PIÙ FELIX" (2)

"La vivacità di questa Chiesa – ha evidenziato monsignor D’Alise – è data da sacerdoti desiderosi di spendersi per i fratelli e alleviare le difficoltà che vi incontrano, ma anche dall’impegno e dal servizio concreto delle altre componenti del popolo di Dio, in special modo i consacrati e le consacrate". Impegno particolare della Chiesa di Caserta sono "i giovani, che desiderano non essere esclusi dall’edificazione di una civiltà dell’amore, della giustizia e della pace, insieme con tanti laici maturi e splendidi". Un ringraziamento, poi, per "essere venuto" nella festa della patrona, sant’Anna: "Anche per questo, grazie! Scegliendo di essere con noi in questa circostanza, ci ha positivamente sorpresi". Poi l’impegno: "Ci impegniamo ancora di più a purificare e rendere sempre più evangelica la pietà popolare, senza cedere al devozionismo a volte paganeggiante". Non solo: "Ancora una volta lei ha privilegiato i semplici del Vangelo, i poveri, gli anziani, gli ammalati, gli ultimi e ci ha insegnato qual è il modo di fare festa da cristiani". Il vescovo legge questa visita, "straordinaria e particolare" proprio "in continuità con il suo programma pastorale che sta attuando: ‘Andare alle periferie’. E noi spesso siamo considerati, per tanti versi, una periferia". Monsignor D’Alise alla fine ha assicurato al Papa la preghiera della diocesi.

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