INFIBULAZIONE IN IRAQ: ASSOCIAZIONI COPERCOM, "IL SIGILLO DELL’INUMANO"

L’infibulazione di massa per le ragazze irachene è "il sigillo dell’inumano", così alcune associazioni del Copercom (clicca qui) commentano la notizia delle mutilazioni genitali ordinata da Abu Bakr al-Baghdadi, leader dei jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil). Per Emanuela Micucci (Age), Associazione italiana genitori: "L’infibulazione è una cicatrice che dobbiamo sentire bruciare dentro tutti noi, donne e uomini dell’Occidente, d’Europa, d’Italia. Per farne bandiera di libertà per le 28 ragazzine irachene infibulate in questi giorni e per le 130 milioni di bambine e donne che (dati Unicef di ieri) hanno subito mutilazioni genitali in 29 Paesi del Medio Oriente e dell’Africa, rischiando emorragie, infezioni, sterilità e morte". Le fa eco Mariella Cagnetta (Amci): "Sono dichiarazioni che fanno rabbrividire. La pressione dell’opinione pubblica è fondamentale per fermare questo orrore. Come lo è agire alle radici. La globalizzazione è anche informazione in tempo reale. Non possiamo scaricare l’orrore su un mostro: la responsabilità è comune". Per Valeria Sala (Ugci) "va condannata fermamente dal punto di vista etico e giuridico ogni mutilazione irreversibile del corpo femminile. Si tratta di pratiche che, pur essendo radicate in tradizioni ancestrali, violano l’identità psico-fisica della donna".  

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