COSTA CONCORDIA: FABRIS, GLI INSEGNAMENTI CHE POSSONO ARRIVARE DA UN NAUFRAGIO

"Se la storia della Costa Concordia sta davvero concludendosi, possiamo trarne una serie d’insegnamenti importanti". Lo sostiene dalle colonne dell’ultimo numero di "Toscana Oggi" (clicca qui) Adriano Fabris, professore di etica della comunicazione e filosofia delle religioni all’Università di Pisa, commentando la vicenda del naufragio che il 13 gennaio 2012 ha causato 32 vittime, una delle quali ancora dispersa, e 110 feriti. È iniziato oggi il trasferimento del relitto a Genova per la sua demolizione. L’ingresso nel porto del capoluogo ligure è previsto per domenica mattina. Secondo Fabris, la "grave tragedia" del naufragio della Concordia "ci dice che, sebbene singoli individui, anche in posti di comando, si comportano talvolta in maniera pericolosa e stupida, il nostro tessuto sociale è in grado di evitare che vi siano conseguenze ancor più dirompenti. Nelle emergenze, e non solo nelle emergenze, sceglie per il bene. Crea comunità e affronta in maniera unita i problemi. Combatte per il futuro. Vive una solidarietà responsabile". Nella sua analisi, Fabris si sofferma anzitutto sulle cause della tragedia, verosimilmente la pratica dell’"inchino", manovra "pericolosa" e "del tutto inutile", il cui ordine "non doveva essere dato". (segue) 

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