SUD SUDAN: MSF, PRESENTATO RAPPORTO SU "VIOLENZA CONTRO L’ASSISTENZA MEDICA"

La violenza negli ospedali e la distruzione delle strutture sanitarie negano l’assistenza medica a molte persone vulnerabili in Sud Sudan. Lo denuncia il nuovo rapporto di Medici senza frontiere (Msf) "Il conflitto in Sud Sudan: Violenza contro l’assistenza medica", diffuso a livello internazionale a pochi giorni dall’anniversario del più giovane Stato al mondo, che il 9 luglio compie tre anni. "Il conflitto ha raggiunto terribili picchi di violenza, anche contro le strutture sanitarie – dichiara Raphael Gorgeu, capo missione per Msf -. Hanno sparato ai pazienti mentre erano nei loro letti e strutture sanitarie salva-vita sono state bruciate e completamente distrutte. Questi attacchi hanno gravi conseguenze per centinaia di migliaia di persone che sono tagliate fuori dai servizi medici". Lo scopo del rapporto è di favorire il dialogo e rendere noto l’impatto di questa crisi sulla possibilità di fornire assistenza medica, stimolando un cambiamento positivo perché sia garantito un accesso sicuro alle cure alla popolazione del Sud Sudan. Gli ospedali sono stati saccheggiati nelle città di Bor, Malakal, Bentiu, Nasir e Leer. Ad esempio l’ospedale di Msf a Leer, nella zona meridionale dello Unity State, è stato distrutto tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Era l’unica struttura a fornire assistenza medica secondaria, in un’area popolata da circa 270.000 persone. (segue)

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