MERIAM: PARLAMENTO UE A SUDAN, STOP A DISCRIMINAZIONI PER DONNE E CRISTIANI (2)

Il Parlamento europeo sottolinea che "è degradante e inumano per una donna partorire incatenata e fisicamente trattenuta"; invita le autorità sudanesi "a garantire che tutte le donne incinte o puerpere che sono detenute ricevano un’adeguata e sicura assistenza sanitaria materna e neonatale"; "ribadisce che la libertà di coscienza, di credo e di religione è un diritto umano universale che deve essere protetto ovunque e per tutti". Il documento ricorda al Sudan i suoi obblighi internazionali relativi, ad esempio, alle convenzioni Onu e dell’Unione africana sottoscritte. Secondo la stessa risoluzione, l’Europarlamento "esige che il governo sudanese – in linea con i diritti umani universali – abroghi tutte le disposizioni di legge che penalizzano o discriminano le persone per le loro convinzioni religiose, perché cambiano religione o credo o per aver indotto altri a cambiare religione o credo, soprattutto quando i casi di apostasia, eterodossia o conversione sono punibili con la morte". Esorta infine il governo del Sudan a intraprendere, "con il sostegno della comunità internazionale, una urgente riforma giuridica al fine di tutelare i diritti umani e le libertà fondamentali", contrastando ogni forma di "discriminazione contro le donne, le minoranze e i gruppi svantaggiati". ” “

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