CASO MINORENNI ROMANE: ASSOCIAZIONI CATTOLICHE, "INFORMAZIONE NON È VOYEURISMO"

"L’informazione non è la fiera del voyeurismo". È quanto affermano diverse associazioni del Copercom stigmatizzando il comportamento di alcune testate giornalistiche che, soffermandosi sul caso delle minorenni romane raggirate da un fotografo di moda, hanno riportato dettagli e particolari morbosi, ampi brani di intercettazioni e sollecitato dichiarazioni delle ragazze coinvolte (clicca qui). Sul caso il Garante per la privacy ha avviato un’istruttoria. Per Fernanda Di Monte (Paoline onlus), "fa riflettere che le norme per i giornalisti esistono e sistematicamente si infrangono. A noi operatori è chiesto, al di là del ‘fantomatico’ diritto di cronaca, di agire con responsabilità, non dimenticando che dietro a ogni nostro intervento, c’è una persona che ha diritto ad essere considerata tale". Gli fa eco Rosalba Candela (Uciim): "Purtroppo è sempre il particolare pruriginoso che fa audience. Come educatori, invece, noi siamo angosciati per il contesto familiare e sociale che ha permesso e realizzato questi fatti. Per i giovani e per la società noi vogliamo rivendicare valori di dignità e di rispetto per la persona umana nella sua completezza e unicità, valori non commerciabili né mercificabili". Concorda Valeria Sala (Ugci): "Il rispetto dell’integrità psico-fisica del minore costituisce un termine dialettico ineludibile nel bilanciamento del doveroso esercizio del diritto di cronaca in ordine a fatti e responsabilità".

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