LIBERTÀ DI ESPRESSIONE: SENTINELLE IN PIEDI, A FERRARA PER RISPONDERE AI PICO

"Le 150 ‘sentinelle’ che per un’ora hanno vegliato in piedi leggendo un libro sono per noi la migliore risposta alla grave e antidemocratica presa di posizione che il Comune e la Provincia di Ferrara hanno espresso attraverso il comunicato del Protocollo Interistituzionale per il Contrasto all’Omofobia (P.I.C.O.), sottoscritto, per l’appunto, da Comune e Provincia insieme ad altre istituzioni e associazioni locali, in cui la sola nostra presenza era tacciata di omofobia": lo scrivono in un comunicato diffuso oggi le "Sentinelle in piedi" di Ferrara (www.facebook.com/SentinelleFerrara) a seguito della veglia di sabato 28 giugno sul Listone di Piazza Trento Trieste. Come capitato anche in altre veglie di questo genere, le "sentinelle" sono state contestate da esponenti Lgbt con l’accusa di essere omofobe. Le "sentinelle" ferraresi spiegano che la loro presenza è per "difendere quella libertà di espressione messa a rischio dal ddl Scalfarotto, attualmente in discussione al Senato. Il testo non definisce cosa sia l’omofobia, dunque anche le semplici opinioni potranno, se il testo dovesse diventare legge, essere punite con il carcere". "Alle veglie – aggiungono – partecipano anche persone con tendenze omosessuali che non si riconoscono nelle richieste portate avanti dalle associazioni Lgbt". 

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy