DIOCESI: SALERNO, L’ARRIVO DI TANTI MIGRANTI IN CITTÀ CI INTERROGA (2)

Il punto di partenza deve essere quello ricordato dal Papa a Lampedusa: "Lasciamo piangere il nostro cuore. Preghiamo in silenzio". "È la preghiera, per i cattolici, e il silenzio possibile a tutti – sottolinea la nota -, che libera il campo dalle nuove tentazioni di razzismo, di atteggiamento di esclusione invece che di accoglienza e inclusione e dalla paura generata dalla crisi economica che attanaglia pure l’Occidente. Questa induce, erroneamente, a ritenere che per sconfiggere la crisi sia più utile custodire gelosamente quel poco che si ha, piuttosto che condividerlo". La dottrina sociale della Chiesa "indica che occorre un’evoluzione del concetto di migrante e pone così una sfida alla storia contemporanea. Il rispetto della dignità della persona, che ha diritto ad una vita pienamente umana, e l’economia a servizio dell’uomo, e non il contrario, sono vie maestre di cambiamento. Il benessere che non disorienta e inaridisce relegando l’uomo in una condizione di vita egoistica, ma che sia alla portata di tutti e apra alla condivisione, è un altro stile sostanzialmente necessario". "Non è un mondo più giusto e più equo quello che si dimentica di una larga parte dell’umanità ed è incapace di un uso razionale e sostenibile delle risorse, di una migliore distribuzione dei beni della terra e di prendere decisioni lungimiranti per arginare gli effetti della povertà", conclude la nota.” “

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