ROM IN EUROPA: CCEE-KEK, RISPETTATI INDIPENDENTEMENTE DALL’IDENTITÀ ETNICA (2)

La dichiarazione diffusa oggi contiene 14 punti in cui vengono indicate vie concrete per "migliorare la situazione dei Rom": tra le indicazioni emergono l’accesso dei bambini Rom a "un’istruzione completa e di qualità", l’insegnamento delle lingue Rom, l’assunzione di ruoli di primo piano nello sviluppo della comunità, la libertà di movimento rispettando "la scelta di stabilirsi in regioni diverse" e l’accesso al mercato del lavoro. Il paragrafo 11 è totalmente dedicato alla lotta contro il razzismo e il pregiudizio. Così scrivono i rappresentanti delle Chiese europee: "Il razzismo e le parole che trasmettono odio sono dannosi, in quanto favoriscono atteggiamenti negativi nelle nostre società, dovrebbero quindi essere eliminati dai media e dal discorso politico. I pregiudizi e i sentimenti anti-Rom non devono essere utilizzati per vantaggi politici; chiediamo ai politici di astenersi dall’antiziganismo. I media dovrebbero comunicare descrizioni più realistiche dei Rom". La Dichiarazione si conclude ricordando che "un’integrazione ben riuscita richiede qualcosa di più di una strategia centrata su un progetto: esige un impegno a lungo termine e un approccio globale allo sviluppo, alla partecipazione e all’uguaglianza nella comunità".

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