CRISI UCRAINA: ELEZIONI 25 MAGGIO, DICHIARAZIONE DEI VESCOVI GRECO-CATTOLICI (2)

I vescovi inoltre ritengono che alla carica di presidente dell’Ucraina "non possono concorrere le persone che con le loro azioni precedenti o attuali hanno causato o stanno causando l’indebolimento dello Stato ucraino o che anche hanno minacciato l’unità del popolo ucraino, favorendo lo scontro tra le diverse parti del Paese". Queste persone, scrivono i vescovi, "si sono private dei diritti morali per rappresentare lo Stato ucraino e parlare al nome del suo popolo. La nostra nazione ha pagato un prezzo troppo alto per la sua libertà per tornare ora indietro alla ‘casa di schiavitù’". La lettera contiene un invito a partecipare alle elezioni senza però cedere alla tentazione di "acquistare o vendere il proprio voto". "Se non siamo più disposti a tollerare la corruzione tra i politici, dobbiamo superare la tendenza alla corruzione nel cuore. Ricordiamo che qualsiasi tipo di tangente data o accettata può ancora portare alla presidenza un candidato indegno, quindi dobbiamo essere responsabili". I presuli si rivolgono infine ai membri delle Commissioni elettorali: "A nessuno – né dentro lo Stato né fuori di esso – dovrebbero sorgere dubbi in merito alla democraticità delle future elezioni".

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