SPARIZIONE PRIMO ZANOLI: MONS. CAVINA (CARPI), "TACERE È PECCATO"

"Un corpo mummificato in un cavedio della struttura. E intorno un silenzio inquietante. Una società assuefatta a tutto, ecco quello che stiamo diventando, eppure non può essere che, a quasi tre anni da una scomparsa del genere, non si reagisca". Monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, interviene sul caso di Primo Zanoli, sparito il 30 dicembre 2011 dall’ospedale di Baggiovara dove era ricoverato. "Quanto accaduto – scrive il presule – non può essere una fatalità, delle responsabilità ci sono e vanno cercate. I malati sono persone con intatta la loro dignità, solo più fragili, proprio come gli anziani". Zanoli "era ricoverato, se non per essere guarito, certamente per essere curato. Ma quello che più mi ha ferito è stato il silenzio assordante dopo il ritrovamento". Per il vescovo, "tacere è peccato, di questo sono profondamente convinto, l’omissione non è ammissibile esattamente come non lo è il giudizio. Serve misericordia, sempre e comunque, ma questo non ci esime dal pretendere che emerga la verità. E, con essa, i responsabili. E che chiedano scusa. Non si può accettare che una persona muoia così, e non si può fingere che nulla sia accaduto". A tutti monsignor Cavina rivolge "l’invito di non vivere solo per se stessi o i propri cari ma di farsi carico della comunità" e ai familiari del signor Primo Zanoli un "abbraccio". ” “

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