PROFUGHI: DIOCESI E PROVINCIA BOLZANO, "NON VOGLIAMO CHIUDERE GLI OCCHI" (2)

Finora sono stati accolti circa 750 profughi, di cui 700 inviati dallo Stato in base alle ripartizione regionale: circa l’80% delle persone arrivate ha lasciato l’Alto Adige dopo pochi giorni. Per accogliere i richiedenti asilo, ha riepilogato l’assessore provinciale Martha Stocker, sono attualmente a disposizione a Bolzano la caserma ex Gorio (capacità 186 posti) e la struttura Conte Forni (28 posti), gestite da Volontarius, la Casa del giovane lavoratore (24 posti), gestita dalla Caritas, e la casa Arnika a Merano (60 posti) gestita da Caritas. Si arriva a una capacità complessiva di 298 posti, attualmente 50 sono ancora liberi. Al momento 166 posti sono finanziati dallo Stato, 132 dalla Provincia (per chi arriva direttamente in Alto Adige e chiede asilo) con un percorso di integrazione. Per quanto riguarda, invece, la questione dei respingimenti al confine italo austriaco del Brennero, Stocker ha chiarito che si tratta di persone o gruppi che di fatto cercano autonomamente di raggiungere altri Paesi Ue, non hanno contatti con le autorità nazionali e non hanno interesse a restare in Italia o richiedere asilo. È in primo luogo una questione che investe le autorità di polizia statali, ma se i respingimenti al Brennero dovessero continuare, anche in considerazione della stagione invernale alle porte, la Provincia d’intesa con la Questura ha reperito una sistemazione vicino alla stazione che potrà fungere da riferimento per la prima accoglienza a bassa soglia. 

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