PAPATO: "LA CIVILTÀ CATTOLICA", VESCOVO DI ROMA E UNIVERSALITÀ DELLA CHIESA (2)

Ritornando alla questione del titolo di vescovo di Roma, padre Imperatori spiega che "’Roma’ dice il necessario riferimento a una concreta Chiesa locale". Rimane però inevasa un’altra cruciale domanda: vi è un legame tra l’universalità e Roma? Fondamento teologico dell’universalità della Chiesa sono, secondo il gesuita, Pietro e Paolo, i quali, "ciascuno a modo suo, hanno aperto la Chiesa di Gerusalemme ad accogliere le nazioni, così che la Chiesa fosse formata da ebrei e da gentili insieme", portando a compimento "in Cristo" quel "rapporto Israele-nazioni (gojim) presente nella tradizione profetica e che definisce l’universalità in senso normativamente biblico. Il significato teologico della relazione che Roma intrattiene con il suo vescovo, prosegue il gesuita, "dipende, oltre che dalla Chiesa locale che egli presiede", anche "dalla missione che lega tra loro questi due apostoli, coronata e sigillata dal martirio che entrambi hanno subìto nella Città eterna". Questa è dunque la "dinamica universalità della Chiesa che il vescovo di Roma è chiamato a custodire e a promuovere in tutte le Chiese particolari. Ed egli lo fa quale successore di Pietro sulla cattedra di Roma" e unico depositario delle promesse di Gesù a Pietro che riguardano "la cura dell’universalità ecclesiale presente in ogni Chiesa locale". ” “

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