MEDIO ORIENTE: CELRA, "SOFFERENZE NOSTRI POPOLI NON CI LASCIANO INDIFFERENTI" (2)

Nel testo finale si ribadisce con forza che "non c’è pace senza giustizia come non c’è giustizia senza rispetto dei diritti umani, sociali e religiosi. Non si può utilizzare la violenza a nome della religione poiché ogni persona umana ha diritto al rispetto a prescindere della sua appartenenza religiosa, etnica o del suo statuto minoritario". I presuli, inoltre, riaffermano "il diritto degli oppressi all’autodifesa e alla possibilità da parte della comunità internazionale di utilizzare la forza in modo proporzionato per fermare l’aggressione e l’ingiustizia contro le minoranze etniche e religiose". Un saluto la Celra lo rivolge ai "milioni di lavoratori stranieri in cerca di lavoro e di dignità, accolti in molti paesi del Medio Oriente", e ringrazia "quei governi che stanno facendo un progresso nel riconoscimento della libertà di culto dei lavoratori. Questi, con le loro competenze e energie, cooperano alla costruzione dei paesi accoglienti e al benessere dei loro abitanti in scambio di un giusto compenso. Nello stesso tempo, i vescovi chiedono agli immigrati cristiani di rispettare la cultura e le tradizioni dei Paesi che li accolgono". 

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