LEGGE ELETTORALE: BONINI, "ATTORI POLITICI ANCORA FRAGILI"

"Ha fatto bene Matteo Renzi ad aprire, all’inizio dell’anno, il dossier della legge elettorale. Ha fretta, perché sa che il nuovo invecchia rapidamente e che si è imposto come leader decisionista e vincente su un partito diviso e frastornato". Così Francesco Bonini apre il suo commento per il Sir (clicca qui) sulle tre proposte sul sistema di voto presentate dal segretario del Pd. Subito Grillo si è sottratto, mentre gli altri partiti hanno "risposto ‘sì, ma’, senza troppo scoprirsi". La questione della legge elettorale, infatti, "ha una valenza politica, prima che tecnica". Bonini analizza i tre sistemi (lo spagnolo modificato, quello detto del Sindaco d’Italia e il Mattarellum). Gli obiettivi da realizzare con i vari accorgimenti tecnici sono avere una maggioranza e "rafforzare la capacità di decisione del governo". Ma "allo stato attuale il divario tra la consistenza dei ‘poli’ (che non sono solo due, come in geometria) e la soglia di maggioranza assoluta sembra (ancora) troppo alto". Inoltre, "la gracilità degli attori politici è una questione non trascurabile. Dalla tecnica si ritorna così alla politica". Cosa che "implica una coerente capacità di investimento e tanto, tanto realismo. Perché bisogna fare in fretta e fare bene, costruendo qualcosa di meno precario degli interessi a breve degli uni o degli altri".

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