RAPPORTO EURISPES: "NON SIAMO NAZIONE DI MACERIE E DI CITTADINI RASSEGNATI"

"Liberarsi dal nichilismo e dal pessimismo che distruggono il futuro" perché "non siamo una nazione di macerie e di cittadini rassegnati": sono alcuni dei pensieri dell’Eurispes, centro di ricerche sociali operante dal 1982, che ha presentato questa mattina a Roma il proprio "Rapporto Italia 2014". Al centro del rapporto, illustrato a politici, economisti e autorità presso la Biblioteca Nazionale di viale Castro Pretorio, l’idea di "sconfiggere la sub-cultura del declino e della decadenza che sembra ormai pervadere le istituzioni e le coscienze". "C’è un’Italia che funziona – ha sottolineato il presidente Gian Maria Fara – abbiamo degli ‘asset’ che sono unici e irripetibili. Sono la cultura, la manifattura, il turismo, l’agricoltura, pilastri della nostra economia. Da qui si può e deve ripartire per ricostruire il ruolo dell’Italia nel mondo". Secondo Fara, infatti, non tutto è allo sfascio. "Stiamo dando un’ottima prova nei settori tradizionali del Made in Italy e del lusso: tessile-abbigliamento, calzature, arredamento e nautica. Siamo riusciti a creare nuove specializzazioni, come nella meccanica; nei prodotti a forte innovazione, nelle tecnologie per l’edilizia e nella chimica farmaceutica". Ma il Paese è allo stremo per "una pressione fiscale insopportabile, una burocrazia pervasiva e ossessionata dal regime del controllo e delle concessioni in luogo del diritto". 

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