PAPA FRANCESCO: SU CIVILTÀ CATTOLICA, "CARISMA NON È BOTTIGLIA ACQUA DISTILLATA"

Per spiegare quale atteggiamento chieda ai religiosi Francesco ha fatto riferimento alla sua esperienza di gesuita: "Per capire ci dobbiamo ‘scollocare’, vedere la realtà da più punti di vista differenti. Dobbiamo abituarci a pensare". Ricordando una lettera del padre Pedro Arrupe, il Papa ha osservato che il religioso deve "conoscere davvero la realtà e il vissuto della gente. Se questo non avviene, allora ecco che si corre il rischio di essere astratti ideologi o fondamentalisti, e questo non è sano". Secondo il Santo Padre, la priorità della vita consacrata è "la profezia del Regno, che non è negoziabile". La vera tentazione semmai è quella di "giocare a fare i profeti senza esserlo". Alla domanda sulla fedeltà al carisma nei tempi che cambiano il Pontefice ha richiamato l’importanza di essere creativi, di "cercare sempre nuovi cammini" perché il carisma non diventi sterile. Riguardo alle vocazioni in crescita nelle Chiese giovani e all’inculturazione dei carismi Francesco ha sostenuto: "Il carisma non è una bottiglia di acqua distillata. Bisogna viverlo con energia, rileggendolo anche culturalmente. Ma così c’è il rischio di sbagliare, direte, di commettere errori. È rischioso. Certo, certo: faremo sempre degli errori, non ci sono dubbi. Ma questo non deve frenarci". (segue)” “

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