CARDINALE BAGNASCO: NON "CENSORI ARCIGNI", MA "COMPAGNI DI STRADA"” “

"La gioia del Vangelo accolta nel cuore e offerta al mondo con fiduciosa passione". È l’esortazione apostolica "Evangelii gaudium", nelle parole del cardinale Bagnasco, che nella prolusione al Consiglio permanente della Cei l’ha definita un "testo di grande densità che invita, sospinge e guida la barca della Chiesa sulle onde della gioia evangelica", rivolgendosi "a tutti e ciascuno". La "nota dominante", il "filo d’oro che ispira e unifica" il testo del Papa è "un filo forte e duttile insieme, capace di adattarsi senza spezzarsi: la gioia del Vangelo, appunto, "sottile e profonda, forte e gentile", come diceva il beato Newman. "Anche i credenti", ha ricordato il cardinale sulla scorta del Papa, sono afflitti dal "grande rischio del mondo attuale": la "tristezza individualista". Molti di loro, infatti, "si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita": allora "prevale il lamento e si spegne il sorriso". Ma "questo non è il desiderio di Dio", come si legge nella Evangelii gaudium. "Diciamo queste parole – ha puntualizzato il presidente della Cei – non perché ci riteniamo immuni da un tale pericolo che nasce da una fede creduta ma a volte poco vissuta, né per fare i censori arcigni, ma solo per essere compagni di strada, fedeli alla paternità che ogni vescovo ha ricevuto dallo Spirito: una paternità che è dono straordinario e compito drammatico verso tutti".

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