TREGUA IN SUD SUDAN: MEDICI CUAMM, "RIMANE SCETTICISMO TRA LA POPOLAZIONE" (2)” ” ” “

Intanto a Juba, la capitale, le cose vanno meglio. "Ora riusciamo a muoverci un po’ durante il giorno, prima delle 18, e iniziano a riprendere alcune attività commerciali – riporta Chiara Scanagatta, responsabile dei progetti di Medici con l’Africa Cuamm in Sud Sudan -. La situazione rimane, comunque, ancora molto instabile". Le necessità sul campo sono considerevoli. I team del Cuamm operativi all’ospedale di Lui (Western Equatoria) e di Yirol (Lake States) sono al lavoro "in condizioni di estrema precarietà di dotazioni": "Servono farmaci essenziali per gli ospedali, medicinali per il trattamento della malaria, della polmonite, della diarrea, ma anche alimenti terapeutici come vitamine, antibiotici e anche antidolorifici. Sono aiuti che comprendono dei kit chirurgici, attrezzature per facilitare l’igenizzazione dell’acqua, che è fondamentale in questa situazione. Sono aiuti essenziali perché salvano la vita di migliaia di bambini e donne che, di fatto, in queste condizioni, in Sud Sudan, hanno un disperato bisogno di aiuto". Presente in Sud Sudan allo scoppiare delle ostilità Medici con l’Africa Cuamm non ha mai fatto venire meno il suo supporto agli ospedali di Lui e Yirol, unica Ong a essere presente con personale espatriato italiano, fuori dalla capitale Juba, anche nei momenti più acuti degli scontri. Ora a Yirol e Lui sono presenti in tutto 9 volontari Cuamm.

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