PAPA FRANCESCO: TRIBUNALE ROTA ROMANA, "NON DIMENTICATE CHE SIETE PASTORI" (2)

Il Papa ha, quindi, tracciato un breve profilo del giudice ecclesiastico. Anzitutto il profilo umano: "Al giudice è richiesta una maturità umana che si esprime nella serenità di giudizio e nel distacco da vedute personali – ha affermato -. Fa parte anche della maturità umana la capacità di calarsi nella mentalità e nelle legittime aspirazioni della comunità in cui si svolge il servizio". Così egli "si farà interprete di quell’animus communitatis che caratterizza la porzione di popolo di Dio destinataria del suo operato e potrà praticare una giustizia non legalistica e astratta, ma adatta alle esigenze della realtà concreta". Di conseguenza, "non si accontenterà di una conoscenza superficiale della realtà delle persone che attendono il suo giudizio, ma avvertirà la necessità di entrare in profondità nella situazione delle parti in causa, studiando a fondo gli atti e tutti gli elementi utili per il giudizio". Il secondo aspetto è quello giudiziario. Oltre ai requisiti di dottrina giuridica e teologica, "nell’esercizio del suo ministero il giudice si caratterizza per la perizia nel diritto, l’obiettività di giudizio e l’equità, giudicando con imperturbabile e imparziale equidistanza". Inoltre nella sua attività "è guidato dall’intento di tutelare la verità, nel rispetto della legge, senza tralasciare la delicatezza e umanità proprie del pastore di anime". (segue)” “

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