EBREI-CRISTIANI: LETTA, LIBRO SVIDERCOSCHI "MONITO A MEMORIA E RIFLESSIONE"

Un "libro profetico" come "le parole messe in bocca ad uno dei due protagonisti: un giorno ebrei e cristiani dovranno ‘riabbracciarsi’ così" (poi sostituito su suggerimento di Giovanni Paolo II con il verbo "ritrovarsi"), e "un monito alla "memoria e alla riflessione alla vigilia della Giornata della memoria". Gianni Letta definisce così il volume "Il Papa e l’amico ebreo. Storia di un’amicizia ritrovata" di Gian Franco Svidercoschi, ripubblicato da Cairo e Libreria editrice vaticana e presentato questa mattina a Roma. Il libro racconta l’amicizia tra Karol Wojtyla e l’ebreo Jerzy Kluger, iniziata nella Polonia degli anni Venti, interrotta dalla guerra, ritrovata a Roma durante il Concilio Vaticano II. Letta, che ne aveva già presentato la prima edizione nel 1993, rammenta l’elezione di Giovanni Paolo II e l’edizione straordinaria del quotidiano "Il Tempo", di cui allora era direttore, uscita in tempo reale per opera dell’allora vaticanista del giornale Svidercoschi, unico ad averla "prevista". La coedizione del libro, spiega don Giuseppe Costa, direttore della Lev, è "alleanza strategica per veicolarlo anche in ambienti non strettamente cattolici", ma è soprattutto "attenzione al dialogo con il mondo ebraico, nell’imminenza della canonizzazione di uno dei protagonisti e del viaggio di Papa Francesco in Terra Santa; dialogo da rilanciare e sostenere". 

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