ABOLIZIONE REATO CLANDESTINITÀ: FORTI (CARITAS), "E ORA LA CHIUSURA DEI CIE" (2)

Finora il reato di clandestinità, ricorda Forti, "è stato solo un costo per la collettività, ma è servito a qualcuno in termini di consensi. Nei fatti, chi ci lavora sa che tipo di sofferenza ha provocato". Riferendosi ad alcune dichiarazioni del ministro degli esteri Bonino, anche il responsabile di Caritas italiana mette in guardia contro il rischio "dal punto di vista comunicativo, di associare il tema della protezione internazionale a quello del terrorismo. Tra tecnici ci si comprende, ma l’opinione pubblica rischia di fare una equazione pericolosa". "Anche grazie al lavoro svolto dalle forze dell’ordine – dice – l’Italia non mi sembra aver sofferto finora situazioni di particolare allarme sociale collegate all’ingresso di cittadini richiedenti protezione internazionale. E comunque, di fronte ad un pericolo di questa natura, la risposta non possono essere i Cie (Centri di identificazione ed espulsione), che rappresentano un sistema totalmente fallimentare. Le esigenze di sicurezza non devono costituire un alibi per il trattenimento nei Cie". "C’è la necessità – conclude – di trovare un equilibrio tra le questioni di sicurezza da garantire a tutti, immigrati compresi, e le esigenze di tutela dei diritti umani". 

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