PAKISTAN: FORUM TERZO SETTORE, MOBILITAZIONE PER LIBERARE GIOVANNI LO PORTO

Il 19 gennaio del 2012 veniva rapito in Pakistan, dove stava lavorando per l’Organizzazione non governativa tedesca Welt Hunger Hilfe, il cooperante italiano Giovanni Lo Porto. Da allora più nessuna notizia. In vista dell’anniversario del suo rapimento un grande movimento di associazioni, Ong, amici, colleghi e gente che ha conosciuto la storia di Giovanni, chiede che venga rotto il muro di silenzio sulla vicenda. Messaggi di vicinanza #vogliamogiovannilibero stanno arrivando da diversi Paesi del mondo. Oltre 48mila persone hanno aderito alla petizione #vogliamogiovannilibero lanciata dal Forum nazionale del terzo Settore su Change.org. In parallelo è appena stato lanciato su Facebook il "Giovanni Lo Porto Day" da New Free Italy. "Chiediamo al governo italiano che ogni possibilità sia praticata, anche scelte più impegnative che garantiscano sempre la sua incolumità, perché Giovanni torni libero", afferma Pietro Barbieri, portavoce del Forum nazionale del terzo settore. Il Forum ha inviato anche un appello anche a tutti i direttori di giornali e telegiornali. Giovanni Lo Porto, palermitano di 36 anni, è stato sequestrato da quattro uomini armati insieme al collega Bernd Muehlenbeck. Da allora solo un video è circolato in rete più di un anno fa, con Muehlenbeck che parla al plurale: "Possono ucciderci in qualsiasi momento. Non sappiamo quando. Può essere oggi, domani, tra tre giorni".

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy