PAPA FRANCESCO: MESSA S.MARTA, RAPPORTO CON GESÙ SALVA SACERDOTI DA MONDANITÀ

"Qual è il posto di Gesù Cristo nella mia vita sacerdotale? Un rapporto vivo, da discepolo a Maestro, da fratello a fratello, da pover’uomo a Dio, o è un rapporto un po’ artificiale… che non viene dal cuore?": questa la domanda posta stamattina da Papa Francesco, nella Messa presieduta a Santa Marta. Hanno concelebrato il cardinale Angelo Bagnasco e un gruppo di sacerdoti dell’arcidiocesi di Genova. "Noi siamo unti dallo Spirito e quando un sacerdote si allontana da Gesù Cristo può perdere l’unzione" e "invece di essere unto finisce per essere untuoso", ha spiegato. "Noi sacerdoti abbiamo tanti limiti: siamo peccatori, tutti". Ma "se andiamo da Gesù Cristo, se cerchiamo il Signore nella preghiera", "siamo buoni sacerdoti, benché siamo peccatori". Per il Pontefice, "è bello trovare preti che hanno dato la loro vita come sacerdoti, davvero, e di cui la gente dice: ‘Ma, sì, ha un caratteraccio, ha questo, ha quello… ma è un prete!’. E la gente ha il fiuto! Invece, quando la gente vede i preti – per dire una parola – idolatri, che invece di avere Gesù, hanno i piccoli idoli… piccoli… alcuni devoti del ‘dio Narciso’, anche… Quando la gente vede questi, la gente dice: ‘Poveraccio!’. Quello che ci salva dalla mondanità e dall’idolatria che ci fa untuosi, quello che ci conserva nella unzione, è il rapporto con Gesù Cristo".

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